CAMPOTAMASO
Per
spiegare la storia di Campotamaso non si può
non citare un libro molto famoso di due autori
del nostro paese: Dario Rossato e Fernando
Manfron.
Nel libro "CAMPOTAMASO: DA BORGO
A PARROCCHIA" è riportata
la storia della comunità di Campotamaso
come risulta da documenti ben precisi e riguardanti
la vita religiosa, sociale e ambientale, rinvenuti
e ordinati dalla paziente e competente opera
di ricerca dei parrocchiani DARIO ROSSATO
e FERNANDO MANFRON che si sono avvalsi della
collaborazione di note e competenti persone.
Il 25 Ottobre 1945 Mons. Carlo Zinato, Vescovo
di Vicenza, con un decreto elevava la curanzia
di Campotamaso, fino allora dipendente dalla
chiesa arciprete di S.Clemente in Valdagno,
a parrocchia di "S. Giovanni Battista"
con tutti i diritti e doveri propri di un
a Comunità che affondava le sue radici
storiche documentate nel territorio di Valdagno
fin dal 1500.
CENNI
STORICI
Il toponimo
CAMPOTAMASO compare per la prima volta ancora
precedentemente del 1500. Come riportato nella
"Storia di Valdagno" da G.Mantese,
il primo documento, infatti, che ne fa riferimento
porta la data 11 febbraio 1492, In esso vi
si legge: "Una pecia terre con una fontanella
intus in pertinenciis Valdagni in contracta
Campitamazi et grumi a nogariis". Arch.Not.Cristoforo
Bruni. Il Mantese affermava ancora che il
nome Campotamaso potrebbe derivare da un primitivo
proprietario di queste terre, chiamato appunto
"Tomaxius".Un accenno storico, su
un rilievo e sulla catena montuosa posti alle
spalle del borgo di Campotamaso, viene raccolto
in un documento del 1327: "Il giorno
7 luglio, il soprascritto mess.Giacomo dall'Alpe,
decano di Rovegliana, e i sopraddetti uomini
e molti altri condussero il predetto sig.
Bailardino con i compagni in un certo luogo
dove si congiungono due fiumi cioè
il fiume Agno e il fiume "Teronis"
(Torrazzo?) e ivi hanno trovato il decano
e i consiglieri di Valdagno e furono interrogati
dal predetto Bailardino che cosa ivi facessero.
Risposero che erano venuti dietro comando
di Sua Nobiltà, al posto dei loro confini;
e interrogati dal nobile Lodovico de'Loschi,
notaio a ciò deputato, dove ritenevano
che fossero i loro confini, risposero che
dai loro antenati sempre avevano sentito dire
essere quello il luogo di confine. E giurarono
e così stabilirono in quel luogo il
termine e poi ascendendo sopra una cima di
monte, verso sera, il quale monte si chiama
il monte Torrigi sino a un certo luogo il
quale si chiama gli Castellieri e ivi trovarono
il Decano e i Consiglieri di Castelvecchio.
Interrogati similmente dove ritenevano che
fosse i loro confini, risposero che sempre
avevano sentito dire dai loro antenati che
erano in quel luogo e giurarono; e ivi, d'accordo,
scolpirono la croce in una pietra grande e
sostituirono quella per termine…"
I confini in genere, e quindi
anche quelli del territorio di Campotamaso,
non sono sempre risultati molto chiari. Lo
afferma ancora il Mantese nella sua "Storia
di Valdagno". Lo stanno a dimostrare
contrasti sorti tra i Comuni di Valdagno e
Castelvecchio e tra Campotamaso stesso; infatti,
pur essendo una delle tante contrade di Valdagno,
Campotamazzo rivendicava una certa autonomia.Dopo
questa parentesi nel librosi spiega tutta
la trafila per il riconoscimento di parrocchia,
poi c'è spiegata la ricostruzione della
chiesa.
Viene inoltre raccontato il periodo della
guerra 1915-18 e molti altri importanti avvenimenti
della comunità di Campotamaso come
una tragedia che colpì il piccolo paese
il 6 aprile 1946, in una miniera del Monte
Pulli, nei pressi della contrada Zanusi, cinque
minatori perdono la vita in seguito ad esalazioni
di gas venefici.E' curioso ricordare le attività
commerciali e artigiane degli anni '50. Fu
questo, infatti, il periodo più fiorente
per Campotamaso, il numero di negozi e degli
ambienti pubblici, pur ridotto per dimensioni
e spazi, risultava davvero notevole, tanto
da offrire alla popolazione l'autosufficienza
non solo per le necessità primarie,
ma anche per quasi ogni tipo di esigenza.
Negli anni '50 la frazione poteva contare
su: 4 negozi di genere alimentari, 2 caseifici,
2macellerie, 1 maglieria, 1calzolaio, 1 agricola,
1 negozio di elettrodomestici, di biciclette
con annessa officina di riparazione, 6 osterie,
2 molini, 1 merceria, 3 sartorie, 1 fonte
di acqua minerale (Vegri), 1 barbieria, 3
tabaccherie, 1 segheria.
Nel novembre 1959 viene chiusa la chiesa per
smottamenti del terreno e sarà riaperta
il 7 luglio 1968.Alcune immagini dell'interno
della chiesa.
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