LE
LEGGENDA DELLA VAL DEL BOIA
In passato si sono formulate
varie ipotesi circa la storia, la vita e la
tragica fine del misterioso "Boia"
vissuto nella valle e dal quale essa avrebbe
assunto il nome, ma la leggenda oggi maggiormente
conosciuta e diffusa è la seguente:
A un centinaio di metri dalla chiesa di Campotamaso,
verso ovest, prima di imboccare il "ponte
austriaco" si può notare una stradina
scendere rapida per qualche metro e costeggiare
un torentello. Già dopo le prime cascatelle
del piccolo corso d'acqua ci si trova circondati
da ripidi boschi e dirupi. Subito si avverte
la gradevole sensazione di essere immersi
nel bel mezzo della Valle del Boia. Questo
luogo prese il nome da un oscuro personaggio
e da un tragico avvenimento che si dice sia
accaduto fra questi boschi e il torrente che
ne lambisce i piedi.
Poco discosta dal rivo d'acqua viveva una
famigliola composta da marito, moglie e un
bambino di nome Mattia, più familiarmente
chiamato Mat. La madre un giorno si ammalò.
Denaro per curarla non ce n'era, medicine
neppure. Si cercò rimedio con delle
erbe medicamentose, ma purtroppo la febbre
non accennava a diminuire. Il povero uomo
non sapeva più cosa fare. Poco conosceva
le persone delle contrade vicine in quanto
foresto. In una notte, divorata dalla febbre
e in balia del delirio, la donna spirò
tra le braccia del marito con accanto il bimbo
che piangeva. Il pover'uomo dopo la disgrazia
si diede un gran da fare per assicurare a
sé e a suo figlio un minimo di sostentamento.
Si dice fosse molto bravo nella lavorazione
del legno. La gente partiva anche da lontano
per acquistare i suoi utensili da lavoro e
per al casa. Egli era assai poco esigente
e in cambio chiedeva dell'altra merce. Qualcuno
disse esercitasse una qualche attività
mineraria. E poi tagliava la legna dei boschi
che all'epoca erano molto folti. Allevava
qualche pecora e qualche capra e altri animali
da cortile. Si diceva fosse un uomo fortissimo,
instancabile; rude e con una barba incolta.
Forse buono in fondo all'animo, ma incomunicabile.
I bambini delle contrade lo evitavano.
L'unica consolazione rimastagli era il ragazzo,
che ormai si stava facendo uomo. Timoroso
di perderlo cercava di tenerlo il più
possibile lontano dalle case, dai paesi, dalla
gente. Come e forse più del padre il
giovane aveva difficoltà nel comunicare
a causa proprio di tale isolamento. Si dice
che questi individui si intendevano maggiormente
con la gente dei monti. Ma un po’ alla
volta il figlio, contro il volere del padre,
incominciò ad allontanarsi dai luoghi
abituali girovagando, per quanto gli era possibile,
alla ricerca di comunicazione con altri suoi
simili. Una sera, tornato a casa dopo esser
stato lontano tutto il giorno trovò
il padre in preda all'ira. Il genitore gli
chiese di rendergli conto di quella prolungata
assenza. Il giovane racconto di essersi recato
lontano, e do aver visto prima il Castello
e poi Castelvecchio. Da quelle alture aveva
potuto osservare vallate, torrenti e pianure
e aggiunse: "Sapessi quanto è
grande il mondo!". Per tutta risposta
il vecchio scaricò la sua ira picchiando
il figlio. Era ossessionato all'idea di perderlo.
Tuttavia da quel giorno decise di portarselo
assieme nelle poche occasioni in cui si doveva
recare a valle per vendere e acquistare il
necessario alla famiglia.
Quando Mat compì 18 anni, il padre
decise di mandare lui in pianura per vendere
la mercanzia da loro prodotta. Il figlio ascoltò
le raccomandazioni e i suggerimenti del genitore,
poi s'incamminò soddisfatto con il
suo fardello sulle spalle. All'imbrunire non
vedendolo arrivare, il vecchio incominciò
a preoccuparsi. Quando fu calata la sera,
era al colmo dell'agitazione e dell'ira. Quando
sarebbe tornato gliel'avrebbe fatta pagare
cara. Durante la notte la rabbia sbollì
e si fece posto la preoccupazione. Forse poteva
essere successo qualche cosa di grave a Mat.
E se avesse trovato una tezza o un fienile
ad ospitarlo durante la notte ? Pensava, aveva
fatto tardi perché aveva voluto vendere
tutto, forse aveva fatto affari nella speranza
che il padre fosse stato fiero di lui. Tra
ansie, preoccupazioni e simili pensieri, il
vecchio trascorse la notte. All'alba come
sempre era già al lavoro, ma il pensiero
rimaneva costantemente rivolto a Mat. A mezzogiorno
rinchiusi tutti gli animali nella stalla partì.
Non poteva più aspettare. Doveva trovare
suo figlio. Vagò a lungo chiedendo
notizie ovunque di Mat. Qualcuno disse di
averlo visto e qualche altro aggiunse che
aveva venduto tutto. Dopo qualche giorno di
inutili ricerche, il vecchio perse tutte le
speranze di ritrovarlo. S'incamminò
verso la sua valle; era sporco, stanco, aveva
la barba lunga e gli occhi allucinati dalla
disperazione. Una prima nebbia di pazzia stava
avvolgendo il cervello. In quel suo sofferto
ritorno, dopo aver oltrepassato alcune case,
scorse, poco oltre un piccolo capitello, un
cumulo di sassi e sopra di esso una rustica
croce, senza alcuna scritta. Vicino a una
vecchietta che biascicava qualche preghiera,
giocavano alcuni bambini. Il vecchio con un
filo di voce chiese qualcosa alla donna, la
vecchietta raccontò che da qualche
giorno lì sotto era sepolto un bel
giovane della apparente età di 20 anni,
aveva capelli lunghi, occhi azzurri ma un
po’ mal vestito. Era stato assalito
da alcuni briganti che volevano derubarlo,
ma poiché non riuscivano a toglierli
il denaro, lo avevano colpito ripetutamente
con un bastone. Abbandonatolo esanime a terra,
erano fuggiti con i soldi. Il vecchio ebbe
un sussulto, fece qualche altra domanda sull'aspetto
fisico del ragazzo ucciso, poi fu sicuro……
Emise un urlo disumano così forte da
far rimbombare i monti.
Accanto a un casolare tra un mucchio di legna,
scorse una scure. La pazzia lo stava divorando.
Raccolse l'utensile e incominciò a
vibrare colpi forsennati a quanti incontrava
lungo il suo cammino. Quel giorno seminò
morte. Poi si ritirò nella sua valle,
dove continuò ad ammazzare quanti incautamente
lo avvicinavano.
Durante una notte di lampi e di tuoni, tra
urla che facevano eco in tutta la valle, il
disgraziato esanime invocando per l'ultima
volta il nome del suo Mat.
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